Inside Wikileaks: uno sguardo ai retroscena
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Inside Wikileaks: uno sguardo ai retroscena

In questo ultimo anno si è sentito molto parlare di Wikileaks, dei suoi scoop e del suo leader Julian Assange: l’organizzazione in breve tempo è salita alla ribalta delle cronache mondiali dando origine a quella che è stata definita “la più grande fuga di notizie degli ultimi trent’anni”. Ma chi lavora effettivamente per Wikileaks e come opera? Daniel Domscheit-Berg, meglio noto come Daniel Schmitt, è stato a lungo il braccio destro di Julian Assange e ha deciso di gettare luce sulle dinamiche interne all’organizzazione.

Leader del gruppo hacker tedesco Chaos Computer Club, Domscheit-Berg rimase affascinato dalla causa di Wikileaks e nel 2007 iniziò la sua militanza nel gruppo, durata fino al settembre 2010, quando, a causa dei dissidi con Assange e del mutamento di orizzonte dell’organizzazione,  abbandona il progetto e si mette in proprio, aprendo il suoOpenLeaks. Tuttavia, i tre anni precedenti rappresentano per l’uomo un periodo indelebile e insostituibile, in cui viene toccata con mano l’utopia hacker di raggiungere un mondo più trasparente grazie alla condivisione delle conoscenze, anche a costo di sfidare le più grandi potenze.

Domscheit-Berg decide di narrare i retroscena di questa memorabile avventura nel libro “Inside Wikileaks. La mia esperienza al fianco di Julian Assange nel sito più pericoloso del mondo“, edito in Italia da Marsilio per la collana Gli Specchi. La pubblicazione del libro non è priva di polemiche: l’ex braccio destro di Assange, infatti, ha deciso di rendere trasparenti i procedimenti interni dell’organizzazione e in qualche modo di venire meno ad un patto di riservatezza stretto con Wikileaks. “Come tanti ai quali abbiamo offerto una piattaforma per le loro rivelazioni, – scrive Domscheit Berg nella premessa – mi sono deciso a rendere pubbliche le questioni interne. E’ stata una decisione molto difficile, ho oscillato a lungo tra la lealtà e le mie istanze morali”. E alla fine, ha vinto la scelta di rendere noto tutto: retroscena, disguidi interni, bluff, ma anche soddisfazioni e vittorie.

Con questo libro, Domscheit-Berg fa cadere la sua parte di velo poggiato sui segreti dell’organizzazione. Non è difficile ritrovare tra le righe, in modo più o meno velato, la sua delusione e il risentimento nei confronti di Julian Assange: per tutta risposta, questi, in una chat con i lettori de “L’Espresso”, ha definito il suo ex-braccio destro “un imbroglione pericoloso e malevolo. E questo emergerà nel processo”. In un’intervista rilasciata a “La Stampa” durante il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia, Domscheit-Berg ha ribattuto: “Lui puoi dire quello che vuole, mente in continuazione, ha detto che mi ha fatto causa, mi ha accusato di aver rubato dei documenti. Sono tutte bugie. Non mi interessa quello che dice. L’idealismo era giusto, io sono ancora idealista, semplicemente non intendo più avere a che fare con qualcuno che è totalmente irresponsabile e assolutamente non professionale”. Una frattura a quanto pare insanabile tra i due.

Nell’attesa di leggere anche il punto di vista di Assange nella sua promessa autobiografia, “Inside Wikileaks” è un libro assolutamente interessante che contribuisce a comprendere il fenomeno Wikileaks dal punto di vista di chi l’ha vissuto in prima persona.

Autore: Daniel Domscheit-Berg
Titolo: Inside Wikileaks. La mia esperienza al fianco di Julian Assange nel sito più pericoloso del mondo
Editore: Marsilio
Collana: Gli Specchi
Pagine: 303
ISBN: 978-88-317-0923-1
 

(Recensione pubblicata su Cultumedia.it)

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