riflessioni e racconti Archivi - La Penna Inquieta
9
archive,tag,tag-riflessioni-e-racconti,tag-9,bridge-core-2.0.2,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-16.8,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Ho ritrovato, tra i miei appunti, questo pensiero scritto a ottobre dell'anno scorso. Mi piace condividerlo con voi, insieme a questa foto che respira di libertà, sotto l'Atomium di Bruxelles. "Se c'è una cosa che della vita ho capito è che non bisogna mai smettere di...

Voglio iniziare a trovare ogni giorno un piccolo aspetto positivo alla difficilissima situazione di emergenza coronavirus che stiamo vivendo tutti. Parto da questo, oggi: ho scoperto per la prima volta in tutti questi anni la terrazza condominiale. O meglio, sapevo che esistesse, ma non ci...

Mi è rimasta impressa quella cravatta rossa. Così composta, così ordinata. E quel colore, non so il perché, brillava ai miei occhi più di tutti i colori presenti su quell'autobus affollato.

Il 23 maggio del 1992 ero una bambina, in un'età in cui si è ancora troppo piccoli per capire. Tuttavia, le immagini trasmesse il giorno della strage di Capaci al telegiornale sono rimaste impresse profondamente nella testa, e con loro anche l'ansia, lo stupore, la rabbia, la commozione.